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Servizio di salvaguardia e maggior tutela

Addio al servizio di salvaguardia e maggior tutela.
Prima della liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica, con il Decreto Bersani c’era il monopolio statale. Ovvero, per ogni area territoriale esisteva un operatore di riferimento, Enel o le ex aziende municipalizzate, che si occupavano sia della distribuzione che della fornitura, cioè la vendita, dell’energia elettrica con prezzi e condizioni di fornitura stabilite dalla legge.

Servizio di salvaguardia e maggior tutela l’avvento del mercato libero

Il mercato libero separa  le due funzioni, da una parte il distributore e dall’altra fornitore energetico che propone la sua offerta.

L’utente finale può scegliere liberamente il proprio rifornitore ma non può scegliere il distributore, il fornitore gestisce la quota dell’energia, o i costi di generazione che pesano il 50% sulla bolletta, non è possibile abbassare le voci afferenti ai costi di trasporto, di distribuzione, delle componenti A e UC, imposte, ecc  sono voci infatti, che il cliente paga al fornitore ma che quest’ultimo gira interamente ai rispettivi soggetti erogatori.

Cosa hanno in comune il servizio di salvaguardia e quello di maggior tutela?

Con l’abolizione del servizio di maggior tutela, con una proroga emanata tramite decreto Milleproroghe, i consumatori saranno obbligati a passare al mercato libero.

Ma si presuppone che non tutti facciano questo passaggio, quindi cosa succederà a chi non lo effettuerà? non si ha una soluzione specifica ma esiste il servizio di salvaguardia. Questo servizio è stato istituito per le aziende (clienti con Partita IVA) che:

  • non abbiano già optato per un fornitore del libero mercato;
  • abbiano almeno una utenza sul territorio nazionale in media tensione;
  • abbiano un fatturato annuo superiore ai 10 milioni di euro o più di 50 dipendenti.

Questo tipo di regime non riguarda quindi gli utenti residenziali (domestici) ed è stato istituito al fine di evitare che un cliente aziendale del mercato libero, rimasto senza contratto di fornitura, resti sprovvisto di elettricità (da qui la denominazione di “salvaguardia”).

Tale tutela però presenta un prezzo che, in alcuni casi, determina il raddoppio dei costi energetici ed è gestita da operatori territoriali di riferimento, che regolano e definiscono le condizioni economiche e che sono a loro volta sottoposti al controllo dell’AEEGSI.

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