Come leggere la bolletta della luce - Zero Costi Luce e Gas
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Come leggere la bolletta della luce

Le voci presenti nella bolletta della luce, così come quelle della bolletta del gas, sono molto importanti per capire da cosa è costituita la spesa che sosteniamo periodicamente per l’elettricità e conoscerle ci può aiutare ad ammortizzare i consumi in maniera ottimale.

È bene ricordare che alcune delle componenti del prezzo dell’energia elettrica dipendono dal fornitore, mentre altre rimangono invariate. Saper leggere correttamente la bolletta è importante perché è l’unico modo per essere certi di pagare quanto realmente dovuto e capire quale è il consumo di energia elettrica effettivo. Le componenti della bolletta dell’energia elettrica sono divise in quattro gruppi. Vediamole nel dettaglio.

  1. Spesa per la materia energia

  2. La spesa per la materia energia è costituita da quota fissa (€/anno), indipendente dal consumo (si paga anche in assenza di esso), e quota energia (€/kWh), che si paga in proporzione al consumo ed è l’unica parte variabile della tariffa energetica, ossia quella che determina la differenziazione delle tariffe elettriche nel mercato libero dell’energia. La quota energia è composta da:

    • Prezzo dell’energia: costo di acquisto dell’energia elettrica.
    • Perdite di rete: pesano circa il 10,4% sul prezzo dell’energia. Nel Servizio di Tutela sono incluse nel prezzo dell’energia, mentre nel mercato libero sono fatturate separatamente.
    • Dispacciamento: costo del servizio che garantisce l’equilibrio tra energia immessa nelle reti elettriche ed energia prelevata dai clienti finali.
    • Perequazione: componente che serve a garantire che gli importi pagati dal cliente per energia e dispacciamento siano i costi effettivi sostenuti dal fornitore.
  3. Spesa per il trasporto e la gestione del contatore

  4. La spesa per il trasporto e la gestione del contatore è legata al trasporto dell’energia. Le tariffe sono stabilite dall’Autorità Garante per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico (ARERA), quindi il prezzo non varia tra i diversi fornitori. La spesa complessiva è il risultato di 3 componenti:

    • Quota fissa (€/cliente/mese), indipendente dal proprio consumo;
    • Quota potenza (€/KW/mese), applicata alla potenza impegnata;
    • Quota energia (€/kWh), applicata all’energia consumata.
  5. Spesa per oneri di sistema

  6. La spesa per oneri di sistema, copre i costi relativi ad attività di interesse generale per il sistema elettrico ed il prezzo è stabilito dall’ARERA trimestralmente, quindi non varia in base al fornitore scelto. In particolare abbiamo:

    • Quota fissa (€/cliente/mese), non è legata ai consumi e si applica solo alle abitazioni di non residenza;
    • Quota energia (€/kWh), applicata in base all’energia consumata e, quindi, pagata da tutti indipendentemente dalla residenza.

    Solo nel caso dell’energia elettrica, esiste una differenza tra le tariffe per i residenti e le tariffe per i non residenti presso l’indirizzo di fornitura; ciò determina un incremento del 35% nella spesa annua per la fornitura di energia elettrica per le abitazioni di non residenza rispetto a quelle di residenza anagrafica.

  7. Imposte

  8. Le imposte, che rimangono invariate per ogni fornitore e sono stabilite dalle leggi statali. Esse sono costituite dalle accise, che si applicano all’energia consumata, e dall’IVA al 10%, applicata sull’importo totale della bolletta (di conseguenza è influenzata anche dalla tariffa scelta).

    Utilizzare il RID come metodo di pagamento o ricevere la bolletta in formato elettronico può rappresentare talvolta un risparmio in bolletta rispetto al pagamento col bollettino postale o all’invio della bolletta in formato cartaceo. Nel Mercato di Tutela il pagamento con addebito sul conto corrente prevede uno sconto di 6€/anno. Anche nel Mercato Libero alcuni fornitori addebitano un costo aggiuntivo in bolletta (in media pari a 2€) per i clienti che preferiscono utilizzare il bollettino come metodo di pagamento e la fatturazione cartacea.

  9. Differenze tra consumi stimati e rilevati luce

  10. Nell’ultima parte della bolletta si possono trovare i dati relativi ai consumi e alle letture, dove viene anche specificato se l’operazione di controllo del contatore sia stata effettuata da soli (autolettura), oppure da un tecnico abilitato al servizio. Qualora il consumo fosse frutto di una stima, quindi di una previsione dell’operatore in base ai consumi storici dei mesi passati, i pagamenti successivi potrebbero prevedere dei conguagli, per integrare in più o in meno l’importo saldato, in caso di consumi effettivi diversi rispetto ai consumi stimati.

    I consumi della luce sono espressi in kWh, quindi si riferiscono alla quantità media di energia elettrica utilizzata ogni ora. I consumi rilevati sono quelli realmente avvenuti, perciò la quantità effettiva di energia consumata, che può essere stabilita soltanto tramite la lettura del contatore. I consumi stimati invece sono delle previsioni, operazioni realizzate dalla compagnia considerando il numero di persone del nucleo familiare, il tipo di utenza e la potenza nominale dell’impianto.

  11. Canone RAI in bolletta

  12. Dal 2017 il pagamento del Canone RAI, il contributo per la televisione pubblica nazionale, viene versato obbligatoriamente daicittadini all’interno della bolletta della luce. La tassa è dovuta da tutte le persone che posseggono un televisore, oppure un qualsiasi apparecchio di ricezione di trasmissioni radiotelevisive.

  13. Come si paga la bolletta della luce: metodi di pagamento

  14. Per saldare la bolletta della luce esistono diverse modalità disponibili, tuttavia bisogna verificare quelli previsti dal proprio operatore, in quanto ogni compagnia prevede dei sistemi precisi per il versamento delle tariffe energetiche.

    Il modo più comune per pagare la bolletta della luce è tramite bonifico bancario, con addebito diretto sul proprio conto corrente bancario o postale, un sistema chiamato anche RID, Rapporto Interbancario Diretto, che prevede l’autorizzazione preventiva del titolare del conto.

    Un’altra modalità accettata è la carta di pagamento con IBAN, come ad esempio la PostePay e altre carte prepagate con chip, che consentono la domiciliazione delle utenze domestiche. Questo servizio è disponibile anche con alcune carta di credito, mentre solitamente non è utilizzabile con le carte di debito. Altrimenti è possibile saldare le bollette attraverso il pagamento del classico bollettino, negli uffici di Poste Italiane oppure nei negozi convenzionati Sisal e Lottomatica.

  15. Bolletta luce prima e seconda casa: costa uguale?

  16. La tariffazione della bolletta della luce prevede una distinzione fondamentale, fra le utenze per la prima casa di residenza e quelle per la seconda abitazione di proprietà.

    Le fatture della luce per la prima casa vengono identificate con il codice TDR, ed è utilizzabile da tutti gli utenti che ricevono una fornitura con potenza nominale fino a 3 kW, con una progressiva riduzione dei costi energetici all’aumentare dei consumi.

    Per la seconda casa, il codice della tariffa è il TDNR, lo stesso previsto per i consumi privati con potenza nominale superiore a 3 kW. Questa tariffa è caratterizzata da spese fisse più elevate, con un importo in media pari a 135€ l’anno, oltre ovviamente il consumo energetico utilizzato. Tuttavia alcune compagnie mettono a disposizione delle offerte luce per la seconda casa, promozione che permettono di risparmiare sulle spese fisse dell’utenza.

  17. Cosa devi sapere per risparmiare sulla bolletta

  18. Saper leggere correttamente la bolletta della luce è importante non solo per comprendere tutti i costi che si sostengono, ma anche per confrontare consapevolmente le offerte presenti sul mercato e individuare quella più conveniente per i propri consumi. Ecco quindi le principali informazioni da tenere a mente:

    • Il prezzo della materia energia può essere fisso, e quindi non subire modifiche dovute alle oscillazioni del mercato, oppure indicizzato, essendo così soggetto variazioni in base all’andamento dell’indice di riferimento. La scelta di una tipologia piuttosto che dell’altra dipende dalla propensione al rischio del cliente, poiché il prezzo indicizzato può costituire un notevole e progressivo risparmio in bolletta se il prezzo tende a diminuire, ma allo stesso tempo l’imprevedibilità del mercato può portare ad un incremento dei costi.
    • Per l’energia elettrica esistono due tipologie di tariffe, monoraria e bioraria; l’indicazione della tariffa applicata alla propria fornitura è riportata nella prima pagina della bolletta. La tariffa monoraria prevede un prezzo al kWh indifferenziato per tutte le fasce orarie di consumo dell’energia elettrica ed è consigliata a chi ha un consumo che si distribuisce in maniera omogenea in tutti i giorni della settimana e su tutte le ore del giorno. La tariffa bioraria invece prevede un prezzo al kWh differenziato in base alle fasce orarie in cui viene utilizzata ed è consigliata a chi ha un consumo che si distribuisce in particolari giorni della settimana e ore del giorno. Le fasce orarie vengono indicate sulle offerte come: Fascia F1, generalmente circoscritta a un arco temporale che va dalle h 8 alle h 19 e dal lunedì al venerdì; Fascia F2, riferita generalmente alle h 19 – 8 dal lunedì al venerdì e durante i week end e le festività.
    • Utilizzare il RID come metodo di pagamento o ricevere la bolletta in formato elettronico può rappresentare talvolta un risparmio in bolletta rispetto al pagamento col bollettino postale o all’invio della bolletta in formato cartaceo. Nel Mercato di Tutela il pagamento con addebito sul conto corrente prevede uno sconto di 6€/ anno. Anche nel Mercato Libero alcuni fornitori addebitano un costo aggiuntivo in bolletta (in media pari a 2€) per i clienti che preferiscono utilizzare il bollettino come metodo di pagamento e la fatturazione cartacea.
    • Solo nel caso dell’energia elettrica, esiste una differenza tra le tariffe per i residenti e le tariffe per i non residenti presso l’indirizzo di fornitura; ciò determina un incremento del 35% nella spesa annua per la fornitura di energia elettrica per le abitazioni di non residenza rispetto a quelle di residenza anagrafica.
    • Se si confrontano più offerte occorre verificare come è declinato il prezzo indicato sulle condizioni economiche. Infatti, alcuni fornitori riportano il prezzo dell’energia (€/kWh), altri il prezzo medio unitario che comprende tutte le voci contenute nella componente Materia Energia.
    • Dopo aver individuato la migliore offerta, per poter effettuare il cambio di fornitore (switching) è necessario che il cliente non risulti sospeso per morosità al momento della richiesta.

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